La potenza dell’arte nella comunicazione che vuol essere culturale

Progetto di sensibilizzazione
ai temi dell’arte e della cultura

Premessa

È assodato che il mondo guardi all’Italia per la sua arte e la sua cultura che innervano ogni contesto e ogni processo,  dall’urbanistica al paesaggio, dall’industria alle infrastrutture millenarie, dalle città d’arte ai Navigli, che è quello che chiamiamo Made in Italy, cioè estetica e funzione mai disgiunte. Se milioni di persone vivono in Italia oppure vengono a visitarla, ma soprattutto se miliardi di persone la portano nel proprio immaginario permanente come il Paese dell’arte, è perché dalle nostre opere, dai nostri monumenti, dai secoli di storia e tradizioni, dalle pratiche agricole che diventano sapori distintivi a migliaia, e ancora dalle statue, dalle piazze, dalle città, dalla stratificata conoscenza, dai paesaggi in cui l'uomo mette mano appropriatamente, dalla natura salvaguardata e dall’arte – la nostra vera identità nazionale – traggono benefici emotivi, culturali, estetici ed etici e non solo monetizzabili che però producono economie neuronali, sociali e finanziarie enormi. Allo stesso modo la progettazione culturale evoluta e di nuova generazione produce nuovo lavoro e nuovi lavori, attrae investitori e migliora le relazioni nei luoghi e tra i luoghi e le persone. In particolare è l’arte stessa ad essere un eccellente testimonial del nostro Paese ma, prima ancora, secondo noi deve tornare a essere percepita per quella che è davvero: non un prodotto per turisti ma un dispositivo sensoriale e culturale di crescita della collettività universale, a cominciare certamente dagli italiani che su questo territorio pagano le tasse. Se proprio vogliamo legarla al  turismo - meglio sarebbe dire al viaggio e alla scoperta intelligente - l’arte deve basarsi su una visione colta, consapevole, aggiornata e lungimirante. Questo impariamo tutti i giorni dalle nostre esperienze nel mondo.

Cultura è il participio presente di coltivare, quindi è crescita continua, nutrimento emotivo e neuronale per velocizzare il collegamento tra sinapsi e scoprire nuove relazioni tra le nostre interiorità, gli altri e la realtà, quella fisica e quello metafisica, quella percepita e quella invisibile. La cultura visiva, quindi l’arte nella sua massima espressione, attiva una produzione di senso e un’apertura nella sfera percettiva in grado di allontanarci da una visione preconfezionata e superficiale delle cose e di noi, per intercettare e stimolare la dimensione più profonda dell'umano, quella che ci sostanzia.

L’idea: Il Fu Turismo

Sulla scorta di queste premesse condivise, e sulla scorta del fatto che da tanti anni lo facciamo per istituzioni e imprese, sostituendo il linguaggio della pubblicità con quello dell’arte per la comunicazione e la valorizzazione di ogni tipo di patrimonio, da quello immateriale a quello fisico, abbiamo pensato di organizzare una campagna culturale di trasmissione di questi valori a beneficio di chiunque, e dunque anche di promozione del territorio nazionale a partire da coloro che l’arte la fanno davvero: gli artisti.

Al fine di attivare una comunicazione culturale d’eccellenza, abbiamo coinvolto cinque grandi protagonisti dell’arte contemporanea internazionale, gli artisti italiani Matteo Attruia, Romina Bassu, Silvia Camporesi, Iginio De Luca e Massimo Vitali. In particolare, il nostro team curatoriale ha chiesto loro di elaborare e realizzare un’immagine che introduca, nella strategia istituzionale di in_formazione universale, la qualità e la sensibilità della ricerca e della pratica contemporanea, quindi una o più opere in grado di restituire quel senso che appartiene alla grande e più antica tradizione dell’arte italiana e universale che, nel nostro caso più unico che raro, costruisce, costituisce e rappresenta l’identità di un Paese.

L’occhio principe degli artisti si pone, come nel Rinascimento, a disposizione delle istituzioni, delle imprese e dei cittadini per offrire ciò che gli abitanti, i viaggiatori, gli investitori, i conoscitori, gli esploratori, gli innovatori e i curiosi cercano: le meraviglie dell’Italia portatrici di senso, di patrimonio e di eredità capaci di diventare universali e modello nel mondo presente e futuro.

Per suggerire la migliore pratica progettuale e strategica abbiamo ritenuto di voler restare nel solco della comunicazione istituzionale, quindi il nostro team curatoriale (Francesco Cascino, Maria D’Ambrosio, Azzurra Immediato, Barbara Martusciello, Manuela Valentini con il prezioso contributo di Pierpaolo Forte), segnala che c’è un’arte da comprendere prima che da fotografare, e come titolo del progetto abbiamo scelto Il Fu Turismo, giocando con Il Fu Mattia Pascal, quindi la grande letteratura, ma anche un modo di dire tutto italiano quando ci si riferisce alle discendenze familiari, perciò identitario e popolare, legando tutto ovviamente al Futurismo, il nome di uno dei movimenti artistico culturali italiani più dinamici e d’avanguardia di inizio ‘900 che per primo comprese di dover rompere gli schemi della conservazione che fermavano il flusso sanguigno della scoperta e dell’innovazione. Con particolare attenzione a un lemma e un concetto – Turismo – da abbandonare nel suo significato meno nobile e avanzato e riportare nel suo alveo naturale: chi ci visita deve comprendere quello che vede. Non è concepibile che il turismo possa sostituire la nostra capacità di creare nuovo valore e nuove economie; è così che l’arte diventerebbe un orpello decorativo e perderebbe il suo potere, quello che poi ha costruito la nostra identità amata in tutto il mondo. Sarebbe una contraddizione in termini.

Abbiamo perciò imbastito e affidato la formalizzazione dell’idea a 5 artiste e artisti in grado di agire nella trasmissione di valore con l’arte di oggi, a sua volta strategicamente imbastita e veicolata da Arkage, nota agenzia di comunicazione che coniuga sapientemente tecnologia e cultura, per dimostrare l’efficacia di una campagna che parte direttamente dagli artisti, restando nelle regole del gioco (della comunicazione) ma evolvendole, annoverando l’arte, finalmente, tra le prime modalità di in_formazione che restano nell’immaginario collettivo per sempre.

Alla maniera dell’Art Thinking di cui il Made in Italy si nutre da sempre.

Lanciamo quindi un invito a pARTEcipare, perché la posta in gioco siamo tutti noi: le opere verranno messe all’asta on line e sui canali digitali di Arkage, a beneficio di tutti, collezionisti in primis (ma non solo), quelli che difendono l’arte supportando gli artisti con i loro acquisti e preservandone la memoria per le future generazioni. Il ricavato verrà utilizzato esclusivamente a compensare la produzione delle opere ed il lavoro che vi sta intorno. Per sottolineare la forza concreta dell’arte e del suo sistema professionale migliore, una percentuale sarà devoluta per sostenere la popolazione dell’Emilia-Romagna vittima della recente, distruttiva alluvione.

Partecipa all’asta, sostieni Il Fu Turismo

Le opere de Il Fu Turismo andranno all’asta a breve: i proventi contribuiranno a promuovere l’evoluzione della nostra campagna,
per dimostrare che esiste un modo più autentico, e al contempo artistico, di comunicare l’Italia.

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Se la tua azienda o il tuo brand credono che l’Italia meriti una comunicazione artistica e culturale di alto profilo, sappi che insieme possiamo farlo accadere. Richiedici un incontro: saremo felici di organizzarlo quanto prima.

Scrivici a sponsorship@il-fu-turismo.it

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